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La Lega Nord, soprattutto nella persona di Roberto Maroni, continua ad insistere: i referendum non devono svolgersi in contemporanea alle elezioni europee ed amministrative, perché sarebbe una cosa incostituzionale. Mi mostrassero l'articolo della Costituzione che contrasta con questi principi, forse potrei anche crederci... per la cronaca, non sono l'unico che la ritiene una vaccata colossale. Notizia dell'ultimissima ora: la Lega ha ottenuto quanto richiesto, i referendum abrogativi si svolgeranno il 21 e il 22 giugno. Già, ma questi referendum, che cosa chiedono? A mente fredda, potete leggere i file in allegato: si tratta dei due decreti coinvolti nei quesiti referendari, nei loro testi attualmente in vigore, e con evidenziate le parti che sarebbero "cancellate" (cioè abrogate) in caso di vittoria del sì al referendum.
Dopo averli letti, viene da pensare se gli obiettivi dei tre quesiti coincidano davvero con i propositi dei promotori (fonte): Il primo quesito riguarda l’abrogazione delle coalizioni (approfondimento). Secondo l’attuale legge elettorale di Camera e Senato (così come introdotta con l. legge n. 270 del 2005) a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente “liste” o “coalizioni di liste”. Il I quesito si propone di abrogare la disciplina che permette il collegamento tra liste. In caso di esito positivo la conseguenza sarebbe che il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. E, di conseguenza, verrebbero innalzate le soglie di sbarramento, che sarebbero ad essere del 4% per l’accesso alla Camera e dell’8% per essere rappresentati in Senato. Un secondo quesito (approfondimento) è relativo al divieto di candidature plurime in più di una circoscrizione per uno stresso candidato. Esso mira a colpire l’ulteriore aspetto di scandalo rappresentato dalle candidature multiple e dalla cooptazione oligarchica della classe politica. L’eletto in più circoscrizioni, cd. “plurieletto”, è infatti signore del destino di tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende, appunto, dal fatto che egli, scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri. Il fenomeno descritto è oggi di dimensioni tali che non sembra inopportuno parlare di una vera e propria patologia del sistema. Basti pensare che ben 1/3 dei parlamentari attualmente in carica sonop stati “eletti” per grazia ricevuta. Tutto ciò induce inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Per questa ragione è auspicabile l’eliminazione – sempre mediante referendum - della facoltà di candidature multiple sia alla Camera che al Senato.
Sinceramente, non riesco a vedere come l'abolizione delle coalizioni e delle candidature multiple possa davvero migliorare la situazione politica attuale: - ciò che dicono i promotori riguardo alle candidature multiple può anche essere vero, ma è altrettanto vero che senza degli esponenti "nazionali" - questo nell'ipotesi che ad esserlo sia davvero qualcuno con una visione globale dell'Italia, e qui ci sarebbe da discutere - si rischierebbe di avere un parlamento (o meglio, una camera dei deputati) frammentato su base regionale
- anche l'abolizione delle coalizioni non serve a molto: nei decreti infatti è già scritto che per costituirne una è necessario presentare un programma comune. Si è tentato di farlo nel 2006, con i risultati che tutti abbiamo visto: questo è pressappoco il motivo per cui nel 2008 le liste hanno corso quasi tutte separate, con il risultato di sparire completamente dal parlamento (si è salvata solo l'UDC).
Quello che servirebbe davvero sarebbe il ripristino delle preferenze: ecco che le candidature multiple non avrebbero lo stesso valore che hanno adesso, dove, essendo i capi di partito in testa a tutte le circoscrizioni, causano proprio i problemi descritti dai promotori dei referendum. Ahimé, purtroppo, questo nessun referendum abrogativo potrà mai farlo: quella volta Calderoli la "porcata" l'ha fatta proprio bene...
Statemi bene...
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