| 10 domande al ministro Maroni |
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| Scritto da MetaMorph |
| Sabato 27 Giugno 2009 10:38 |
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Tag: referendum - quorum - fallimento - roberto maroni - roberto calderoli - michela vittoria brambilla - dieci domande Come ben sapete, il referendum sulla legge elettorale dello scorso weekend è miseramente fallito: alle urne si è recato meno di un quarto degli aventi diritto al voto, la metà del "quorum" richiesto perché il referendum fosse valido. Lo stesso ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato di voler modificare le leggi che istituiscono i referendum, per evitare che questi diventino inutili. Sulla scia delle "10 domande di Repubblica", provo a dare qualche spunto per le modifiche da effettuare. Appurato che qualsiasi legge dovrebbe nascere su presupposti validi, ci spieghi per quale valido motivo... 1. gli Italiani, diversamente da altri paesi europei, non hanno potuto scegliere se adottare l'Euro come propria moneta nel 1999 (art. 75 Cost.)? 2. non si possano depositare richieste di referendum nell'ultimo anno e nei primi 6 mesi di ciascuna legislatura (L. 352/1970, art. 31)? 3. non si possano depositare richieste di referendum nell'autunno di ogni anno, dal 1° ottobre al 31 dicembre (L. 352/1970, art. 32)? 4. gli elettori possano votare per un referendum soltanto in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno (L. 352/1970, art. 34)? 5. per informare la popolazione e raccogliere le firme necessarie ci siano solamente tre mesi di tempo a disposizione (L. 352/1970, art. 28)? 6. un referendum possa essere rinviato di oltre un anno se una delle due camere viene sciolta (L. 352/1970, art. 34)? 7. non si possa riproporre un nuovo quesito sulla stessa legge per cinque anni in caso di fallimento del referendum (L. 352/1970, art. 38), mentre invece non viene indetto automaticamente un referendum qualora il Parlamento decidesse di ripristinare una legge abrogata, o modificarne nuovamente una parzialmente abrogata? 8. sia di fatto impossibile astenersi dal voto, visto che la sola presenza di un quorum perché il referendum sia valido (art. 75 Cost.) rende equivalente l'astensione all'effettivo diniego delle modifiche proposte? Infine, le ultime due domande: 9. Come mai vuole proporre una modifica della legge sul referendum, se proprio il suo partito - insieme ad altri - si è impegnato non poco per favorire l'astensionismo (fasullo), con tanto di indicazione di non ritirare le schede per il referendum? 10. Come mai alcuni referendum che hanno avuto esito positivo sono stati poi puntualmente disattesi da nuove leggi o revisioni delle stesse leggi sottoposte a referendum, a titolo di esempio:
Le sarò grato, gentile Ministro, se saprà dare risposta esauriente a tutte queste domande, possibilmente senza troppi giri di parole in burocratese. Statemi bene... |
| Ultimo aggiornamento Sabato 27 Giugno 2009 12:21 |



