| La politica dei prestanome |
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| Scritto da MetaMorph |
| Sabato 14 Marzo 2009 13:43 |
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Tag: gabriella carlucci - davide rossi - disegno di legge - pedofilia - pirateria - internet - anonimato
Mi sto riferendo, in questo caso, al famigerato disegno di legge di Gabriella Carlucci, reperibile sul suo sito in formato Microsoft Word (onorevole, ha pensato anche a chi non può permettersi la licenza - non proprio delle più economiche - di Microsoft Office?). Disegno di legge che è stato smontato punto per punto dall'avvocato Guido Scorza per Punto Informatico dimostrando, ancora una volta, che i nostri parlamentari hanno le idee molto confuse sul funzionamento reale di Internet. Quasi encomiabili, va detto, gli ideali dell'onorevole Carlucci: tentare di fornire ai più piccoli un ambiente un po' più sicuro, cercando di arrestare il crescente fenomeno della pedofilia on-line (onorevole, forse sarebbe meglio educare i loro genitori e convincerli che il computer non è una baby-sitter...). Apprezzabile, forse perché in fondo cosciente di non comprendere a fondo il funzionamento della rete (per inciso, nemmeno il sottoscritto con una laurea in Ingegneria Informatica si ritiene tale), anche l'idea di rivolgersi ad un consulente esterno. Peccato solo che tale consulente, il cui nome è stato maldestramente rivelato nelle proprietà del documento Word di cui sopra (riportate nell'immagine), non fosse proprio dei più adeguati: si tratta di Davide Rossi, che tra le altre cose è il presidente di Univideo, ovvero l'unione degli editori audiovisivi italiani. E il risultato è proprio quello che ti aspetteresti da un'associazione del genere: in tutto il disegno di legge (una cui copia liberamente accessibile si trova qui) non c'è una sola riga che possa far pensare che la legge sia pensata per prevenire la pedofilia online, quanto piuttosto quello di tutelare, per l'ennesima volta, autori ed editori, e di imbavagliare ulteriormente la già vituperata stampa italiana. Tornando al titolo, sto seriamente pensando di iniziare ad indagare sui veri meriti della nostra classe politica, in modo da scoprire quali siano davvero degni di occupare il seggio a loro assegnato, e quali, invece, facciano solamente il ruolo di "prestanome". Mi auguro solamente che questo sia stato solo uno "scivolone" della Carlucci, e che sia disponibile a confrontarsi con gli utenti della rete per porvi rimedio. Anche se, vedendo che a più di una settimana dal fattaccio il post sul suo blog riguardante l'iniziativa presenta miseramente zero commenti, gli spazi per il confronto non sembrano esserci: da una parte o dall'altra? Statemi bene... |
| Ultimo aggiornamento Sabato 14 Marzo 2009 14:30 |



Quando (nella rete ovviamente, perché nella stampa o nella TV l'impresa è ben ardua) scopri certe cose, cominci a sospettare che chi dovrebbe scrivere le leggi sia solo un prestanome.